• Aurelio Pisano

Come le aziende si suicidano



Partiamo dal presupposto che ormai tutti sanno cosa sia Facebook e conoscano il reale ruolo e impatto dei social networks sulla immagine di un prodotto o azienda. E partiamo dal presupposto che gli imprenditori conoscano la differenza tra un profilo personale e una fanpage.

Detto questo, avrete incontrato - nel vostro navigare tra profili e fanpage - una miriade di aziende, professionisti e imprenditori che quotidianamente postano contenuti e immagini di vario genere sui profili o sulle fanpage.

Alcuni di essi compiono un vero e proprio “suicidio inconsapevole”.

Nel rincorrere il mito della comunicazione gratis e a basso costo, generano flussi di notizie contrastanti, immagini di scarsa qualità, offerte commerciali di dubbio gusto e altre amenità assolutamente inadatte a generare un ritorno d'immagine adeguato al mercato a cui ambiscono, ottenendo il risultato contrario a quanto voluto.

Ogni giorno vedo morire l'immagine di aziende, di qualsiasi genere, su Facebook.

Profili che lavorano come fanpage e fanpage gestite in modo “familiare” senza nessuna logica o tantomeno strategia.

Già. La Strategia. Ormai in tanti scrivono e pubblicano contenuti completamente estranei a una strategia di sviluppo della comunicazione generale e coordinata: oggi affermo una cosa, domani ne dico un'altra e dopo ancora parlo una lingua ancora differente.

Tutto ciò equivale a un vero e proprio sfascio (parlando dal punto di vista imprenditoriale).

Ci si dovrebbe interrogare su queste implicazioni e seguire gli esempi di aziende organizzate e affermate, perlomeno nei casi in cui non si possano investire minimi budget con professionisti in grado di seguire il corso della comunicazione.

Il sito web, i social networks, la comunicazione tradizionale dovrebbero parlare la stessa lingua e affermare gli stessi concetti. Concetti che producano valore.

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